martedì 5 settembre 2017

IL COORDINAMENTO REGIONALE E LEDHA CHIEDONO UN INCONTRO AL TRIBUNALE DI MILANO

Da qualche mese il Tribunale di Milano ha sottoscritto un protocollo con l’Ordine dei Commercialisti per affiancare i GOT nella verifica dei rendiconti delle pratiche di Amministrazione di Sostegno facendo ricadere i costi di questo lavoro sullo stesso beneficiario.
Su questo tema il 28 luglio 2017 il Coordinamento Regionale e Ledha Lombardia hanno inviato una comune lettera per chiedere un incontro e il successivo avvio di un tavolo di lavoro comune in cui condividere, problemi e prospettive nel Servizio per i cittadini fragili.

giovedì 17 agosto 2017

La “vacanza sollievo” di un disabile in carrozzina
il mare un sogno per un Domi, o un incubo...


Il racconto della mamma



Con la presente denuncio quanto occorso a mio figlio Borini Domenico di 25 anni spastico in carrozzina, incapace di muoversi e di parlare, ma non incapace di relazionarsi e di soffrire, durante la vacanza estiva dal 31 luglio al 14 agosto a Pinarella di Cervia con la Cooperativa “Piccoli Passi”.
Il trattamento che gli è stato rivolto lo si può considerare disumano per tutti e a maggior ragione per lui che non ha alcun mezzo per manifestare le sue necessità. La mancanza di empatia per i suoi bisogni fisici e psicologici è stata totale.
L’assenza dell’operatrice alla partenza (il rapporto era a uno a uno e mi era stato assicurato dalla  responsabile,  la sig. Battezzati che sarebbe stato seguito sempre dalla stessa persona), è la prima sorpresa: Silvia, la sua educatrice era su un altro pullman.
All’arrivo, gelato mani e piedi sta male di stomaco per due volte. Nessuno aveva pensato di toccargli le mani e le gambe durante il viaggio e magari coprirlo o abbassare l’aria condizionata?
Martedì e mercoledì tutto bene.
Giovedì, dopo pranzo vomita, e, nel timore che il cibo avesse ostruito le vie aeree, (lui è disfagico), viene portato in ambulanza al Pronto Soccorso per una radiografia che rivelava una leggera bronchite, ma nulla di allarmante. Gli viene prescritto l’antibiotico.  Dimesso, alle 21 torna in comunità.
Durante la notte ha la febbre, e alle 5 del mattino la sig. Elena si procura in farmacia la tachipirina. (Una cooperativa che segue ragazzi disabili non si attrezza con un minimo di medicinali di pronto intervento, come la tachipirina?).
Alla mattina mi telefonano e mi avvertono che sono nuovamente in attesa dell’ambulanza perché ha la febbre ed è tormentato dalla tosse, gli era stato somministrato del fluimucil, che peggiora la situazione (ma loro non lo sapevano): il catarro si fluidifica, Domenico non è capace di espettorarlo, e ciò gli provoca soffocamento. E’ riportato a Ravenna in Ospedale dove viene ricoverato in “Pronto intervento” monitorato con i macchinari.
Mi viene detto che Domenico non può, nella sala, ricevere la compagnia del personale della cooperativa poiché si trova in sub - rianimazione e le visite sono vietate. Naturalmente mi preoccupo. Le notizie sono minime. Il personale del centro va a salutarlo e a vedere come sta e mi ragguaglia sulle sue condizioni, ma nessuno pensa di fargli un po’ di compagnia tanto “il personale dell’Ospedale provvede all’accudimento” Certo l’accudimento sanitario, ma non il sostegno umano!
Nella sala di pronto intervento rimane venerdì, sabato, domenica e lunedì fin verso le 17 quando lo spostano in una stanza.
Io che volevo approfittare dell’assenza di Domenico per riposarmi un po’ davanti a tutte queste brutte notizie sono a pezzi.
Domenica mattina una mia amica da Urbino va a trovare Domenico e si ferma con lui dalle 11,30 fino alle 15   e mi dice che c’è l’orario di visita dalle 12,30 alle 15, 30 e dalle 18,30 alle 20,30, ma chiedendolo ha potuto trattenersi più a lungo.
Domenica sera quando telefono, un po’ risentita per le bugie dettemi, chiedo se sono andati a trovarlo nel pomeriggio, ma mi viene risposto che” non hanno avuto tempo”. Sarà successa la stessa cosa anche negli altri giorni?
Lunedì vado a trovarlo. Una persona del centro, Alì, mi viene a prendere alla stazione e mi accompagna all’ospedale e sto con Domenico dalle 12 alle 19, 30. Alì, per entrare aspetta l’ora di visita, gli dà un brevissimo saluto e se ne va. Tornerà verso le 19,30 per riaccompagnarmi alla stazione.



Domenico sta bene, è sorridente. Da due giorni non ha febbre, non ha tosse, i valori sono normali e la dottoressa dice a me e ad Alì che martedì o mercoledì lo dimette. Alì prontamente risponde che “è meglio mercoledì” così sta al fresco”, io caldeggio il martedì così può stare con i ragazzi , vedere il mare e farsi un po’ di vacanze.
Nessuno ha pensato a portargli il minimo indispensabile: un pigiama, il sapone, il rasoio, un asciugamano. Abbandonato a sé stesso. E le bugie legate al divieto di visita e la risposta di Alì di prolungare la degenza mi fanno pensare che “Ai piccoli passi” abbia fatto comodo avere un ragazzo ricoverato. E’ uno in meno da dover seguire.
Tornato dall’ospedale il mare l’ha visto solo venerdì e sabato, su mia insistenza, perché per via della bronchite non lo portavano in spiaggia. Domenica nessuno è andato al mare perché la giornata è stata impiegata per preparare le valigie.  Ma cosa avevano fatto? Avevano sparpagliato tutti gli indumenti per la struttura?
Una vacanza all’insegna di” voglia di lavorar saltami addosso e fammi lavorar meno che posso!” Ma questi sono educatori o mercenari?

Ma al male non c'è mai fine! Senti un po' il corollario della vacanza di Domenico:
Dopo tutto quello che era successo, mai mi sarei aspettata che ci sarebbe stato uno spiacevole corollario. Domenico scende dal pulmino senza calze e sandali e con i piedi ciondoloni giù dai pedali perché la cintura pelvica non era stata agganciata e lui era scivolato dal sedile. Chiedo all' accompagnatrice perché si trovava in quelle condizioni " me lo hanno consegnato così e sul pulmino era agganciato " è stata la sua risposta ed io di rimando " Sì, ma non alla sua carrozzina" e sdegnata si allontana.
Aveva i piedi freddi e gonfi e ho pensato che il gonfiore fosse una conseguenza della posizione.

Non una parola sugli ultimi giorni della vacanza, non un saluto: un pacchetto da consegnare, la sua educatrice personale, (ma l'ha mai avuta?) non c'era.

In ogni caso si sono premurati di acquistare uno sciroppo che non ha neanche usato e una soluzione per sciacquare la bocca che Domenico non so come abbia fatto ad usare non essendo capace di farlo. Chi le ha prescritte? E la depilazione del pube chi l'ha autorizzata e perché io non sono stata avvisata? E i fogli rilasciati dal pronto soccorso quando lo hanno portato giovedì 3 e quello della visita alla guardia medica di sabato 5 mentre era ricoverato da venerdì dove sono? Perché non me li hanno consegnati insieme a quello delle dimissioni di martedì 8?

Domenica 13 tutte le attività sono state sospese per la preparazione delle valigie ma in che modo! Nel sacchetto degli indumenti da lavare c'erano tre paia di guanti sporchi di feci. E' la prima volta che mi capita: gli operatori non sanno che esistono i cestini della spazzatura o forse volevano farmi sapere che lo avevano dovuto cambiare più volte?

Una vacanza all'insegna del menefreghismo che ha deluso qualsiasi attesa aspettativa di benessere.

Stamattina, nonostante la pomata il piede destro è ancora gonfio. Cosa era successo? Nebbia. Lo porto al pronto soccorso. Fortunatamente non c'è nulla di rotto, ma una contusione laterale dx e il medico consiglia una cavigliera per 7/10 giorni e impacchi di ghiaccio.  Non era il caso di avvertirmi?

L'impressione è che diversi educatori fossero casualmente intorno a Domenico, ma nessuno lo avesse realmente in carico perché le mancanze disorganizzative e umane sono state troppe.

Quando il Comune penserà a controllare le cooperative che partecipano ai bandi?



E io aggiungo che sono arrabbiata: continuo a ribadire che i CDD comunali (15) sono super monitorati, ma i CDD convenzionati (25) e le cooperative che li gestiscono, che sono quasi il doppio, non sono monitorati da nessuno, salvo da ATS che controlla solo le schede SIDI!!

Vacanze: una volta i ragazzi potevano frequentare le “vacanze sollievo” coi propri educatori ed erano gestite parzialmente dal Comune, ora da almeno 10 anni vengono appaltate alle cooperative che agiscono come è più comodo per loro e non per i ragazzi!! E’ ora di denunciare questa situazione!!
Il Comune organizza in appalto solo la scelta delle cooperative, delegando e lasciando ad AIAS la parte finanziaria e organizzativa.  Non controlla le location, non controlla COME vengono trattati i ragazzi, non controlla l’operato delle cooperative.
Nel corso degli anni moltissimi genitori mi hanno confessato che non mandano più i ragazzi alle Vacanze organizzate dal Comune di Milano, perché si sono trovati male, alcuni ragazzi sono tornati in condizioni pietose, alcuni hanno dovuto subire un ricovero ospedaliero, per incuria e disattenzione.

Per accedere alle “vacanze sollievo” i familiari devono presentare ISEE ordinario e non individuale (perché non vengono considerati indispensabili) e i contributi del Comune sono veramente minimi se si superano i 30mila euro di ISEE ORDINARIO.

Organizzare le Vacanze Sollievo, significa prendersi veramente carico comunque dei ragazzi, anche dei più gravi.

Con questo denuncio pubblicamente l’accaduto a Domenico, ben sapendo che per una mamma che denuncia, almeno 200 stanno zitte e subiscono.


Pinuccia Pisoni Presidente CDD Milanesi


17 agosto 2017







venerdì 7 aprile 2017

Al CDD3 ....

Gentilissima dott.ssa...

Vengo a sapere che al CDD3 mancano 2 educatrici, una dal mese di dicembre (infortunio domestico) la seconda da un paio di settimane: infortunio in ambito lavorativo.

Nella giornata di lunedì 3 aprile erano assenti 4 educatori per malattia.
La settimana scorsa è stata inviata al CDD3 una bravissima ASA, ma non si tratta di una educatrice, il personale lamenta la mancanza delle figure educative, dichiarandosi impossibilitato a svolgere i programmi educativi previsti dal PEI.

Quindi da 2 settimane i ragazzi utenti del CDD3 la mattina svolgono attività ricreative in gruppo allargato, al pomeriggio rilassamento. I laboratori sono saltati, non potendo assentarsi dal gruppo l’educatrice addetta alla CGT.

A questo punto mi chiedo come sia possibile dare la disponibilità al Comune per accogliere altri 10 utenti, quando non si ha il personale indispensabile per ottemperare almeno ai programmi dei PEI per gli utenti presenti?

Si è ribadito in più ambiti che la funzione del CDD non è meramente sociosanitaria, ma Educativa.

Chiedo un intervento immediato di sostegno al CDD3 in modo da poter svolgere almeno i programmi stabiliti.

In attesa di un suo sollecito intervento (i ragazzi del CDD3 non sono numeri), cordialmente saluto

risposta:

la ringrazio per il contributo che ha voluto farci pervenire.
In effetti allo stato attuale mancano al CDD3 due educatrici.
Nonostante tali mancanze gli standard vengono rispettati come verificato dalla la vigilanza ASL il giorno 27 scorso.
Detto  questo non intendo affatto sottovalutare il problema e ci stiamo preoccupando di ristabilire la presenza degli educatori  il cui rientro è da noi previsto, in un caso a breve,  nel secondo tra qualche settimana.
L’intervento effettuato con l’introduzione dell’OSS (non ASA)  aveva proprio lo scopo di assicurare prontamente una risorsa per permettere agli operatori di svolgere le attività in attesa del rientro delle due educatrici, tenendo altresì  presente che la selezione e l’ingaggio di educatori professionali validi e disponibili ad accettare un’assunzione per un breve periodo è un percorso i cui esiti  sono incerti e raramente positivi.
Le assicuro che facciamo già  attenzione a quanto lei ci ha fatto notare. Concordo pienamente con lei rispetto al fatto che i ragazzi non siano dei numeri: in questi anni, nonostante le differenze che lei ben conosce tra utenza  IDR e Tipici, non è mai stato un nostro obiettivo quello di adeguare il numero degli operatori ai numeri delle tabelle standard. Né per la RSD né per i CDD.
La tranquillizzo rispetto all’ampliamento dell’Accordo con il Comune  di Milano.
Gli otto posti aggiuntivi non sono attualmente tutti disponibili.
Sino a ieri avevamo due posti liberi al CDD3 e uno al CDD4 per la dimissione di tre utenti ex IDR.
Questi tre posti, seppur accreditati ed a contratto con ATS, non erano nella Convenzione CDD con il Comune di Milano. Quindi, sino al nuovo Accordo con il Comune firmato a marzo, non erano spendibili per utenti milanesi, a meno che le loro famiglie si facessero  carico della retta.
Con il nuovo accordo i posti per il Comune di Milano sono passati da 90 a 98.
Tre di questi posti erano già utilizzabili al momento della firma dell’accordo mentre gli altri cinque saranno disponibili per i cittadini milanesi in occasione di dimissioni di ragazzi ex IDR.
Spero di esser stata sufficientemente chiara.
Mi rammarico di non averla vista né sentita a proposito dei fatti che ha voluto sottopormi con questa mail e condividere con chi  ci legge in copia.
La invito ad utilizzarmi nella sua veste  di rappresentante dei familiari,  bussando alla mia porta che è  peraltro quasi sempre aperta …  la incontrerò volentieri.
Cordialmente

ri_risposta:


Gentilissima! La ringrazio per la risposta.
Non capisco però una cosa: e lei mi vorrà confermare o smentire:

Gli ex IDR non sono figli di un Dio Minore, ma sono gli utenti che nel 2006 erano inseriti negli ex DDR1 e DDR2, strutture create nel 2000  per assorbire una utenza che non aveva sbocco. La Regione ai tempi aveva stipulato la Convenzione, il Comune no.
Nel 2006 si arrivò ad un accordo con il Comune di Milano riguardo alla RETTA che allora ammontava a 11€ al giorno e che riguardava la parte educativa.
Retta che non è mai stata modificata da parte del Comune nonostante più volte io abbia chiesto che si mettesse mano a quell’accordo. E l’ho chiesto come Presidente dei CDD Milanesi.
Da parte Vostra non mi pare che ci sia stato interesse a modificare questo accordo.
Ma questi ragazzi non sono per nulla differenti dagli altri utenti del CDD3 o CDD4 (ex DDR1 e DDR2) e necessitano come gli altri di interventi sociosanitari e socioeducativi.

Don Barbante saprà bene di cosa parlo perché in Sacra Famiglia esiste ancora un buon nucleo di ex IDR molto più numeroso del nostro.

A parte questo inciso, chiedo gentilmente che l’argomento della sostituzione del personale educativo sia messo all’ordine del giorno del CPS del 26 aprile.


Cordialmente saluto








Pasqua





Siamo vicini al Venerdì santo e alla Pasqua,
ai giorni delle azioni strapotenti
compiute da Dio nella storia;
delle azioni nelle quali il giudizio di Dio e la grazia di Dio
divennero visibili a tutto il mondo:
giudizio in quelle ore,
in cui Gesù Cristo,
il Signore, pendette dalla croce.
Grazia in quell'ora,
in cui la morte fu inghiottita dalla vittoria.
Non gli uomini hanno fatto qui qualcosa,
no, soltanto Dio lo ha fatto.
Egli ha percorso la via verso gli uomini
con infinito amore. Ha giudicato
ciò che è umano.
E ha donato grazia
al di là del merito.





Dietrich Bonhoffer

(11 marzo 1928)

martedì 13 dicembre 2016

Polo Sud & dicembre 2016

POLO SUD
Sintesi del 6 dicembre 2016
                                                                                                                       

Presenti:
Municipio 4: Schiaffino (Assessore), Casiraghi (Presidente Commissione Politiche Sociali),
Melloni( Consigliere), Perego  (Consigliere)
Famiglie e Associazioni: Turatto (Ass. Gaudio), Gilardi e Assirelli (CDD Barabino), Rossini (CDD Barabino), Lodi (SFA I Percorsi), Catone (CDD Itaca), Manzoni (Anffas, Presente e Futuro, LedhaMilano)
Servizi e Coop: Endrici (Fraternita e Amicizia), Grossi (I Percorsi), Lomascolo (Comune Milano), Rubino  (Il filo dalla torre), Ansbacher (Animondo), Galbiati (La nostra Comunita’),
Formenti (Il Balzo Ageha)


Si inizia raccontando della giornata del 4 novembre scorso  in cui gli attori dei 4 Poli della disabilità della città metropolitana si sono incontrati per permettere un avvicinamento ed un confronto tra le quattro realta’ (Polo Nord, Polo Est, Polo Ovest E Polo Sud).
E’ stato un evento a cui hanno partecipato una trentina di persone che ha voluto consolidare la motivazione e la contaminazione reciproca in vista della stesura del progetto territoriale, “Un’eccezionale quotidianita”,  da presentare possibilmente a maggio  per il finanziamento di Fondazione Cariplo.
Questi fondi serviranno, come già detto in altre occasioni, a sviluppare progetti innovativi ma anche progetti già in atto a cui dare una visibilità’ attraverso la creazione di strumenti di comunicazione che sistematizzino l’informazione e facilitino gli scambi.
 I racconti delle storie e delle difficoltà reciproche (associazioni, cooperative, famiglie) hanno reso possibile la conoscenza di iniziative come quella dell’associazione di famiglie Presente e Futuro onlus che organizzerà in collaborazione con la fondazione Idea Vita degli incontri mensili a partire da gennaio per sostenere ed elaborare la possibilità di aprire una nuova casa non prima di aver intrapreso un percorso di sensibilizzazione dei genitori per meglio affrontare il tema dell’emancipazione dei propri figli.
Il tema della residenzialità ha fatto molta strada a partire dal 2007 dai Poli dell’Abitare, all’Abitare Diffuso che hanno realizzato esperienze abitative di diverse tipologie fino alle ultime iniziative di Casa Lulù e Casa Betti e Casa Puglie.
Solo in zona Sud (compresa prima fascia periferica) esistono 10 residenze. Si può trovare una mappatura nel sito illlab.org , non proprio aggiornato. La realizzazione di uno strumento web da aggiornare in tempo reale è prevista nel progetto dei Poli.
Si è parlato anche di come sia necessario allargare l’interesse dei Poli della disabilità al disagio e alla fragilità’ nel suo complesso,  come  ha insegnato l’esperienza del progetto Amministrazione di Sostegno che si è rivolto anche a persone anziane, persone con problemi psichici.

Viene espressa soddisfazione per gli incontri promossi in occasione delle giornate della disabilità’ che hanno evidenziato la mole di lavoro anche innovativo, vedi Progetto Autismo in rete e qualità della Vita, che viene proposto nel campo della disabilità. Significative, nella nostra zona, sono state le manifestazioni organizzate da La Nostra Comunità, dal CDD Barabino e dai  Percorsi.
Lo studio per  una Fondazione per il Durante Noi Dopo di Noi, presentato dall’Assessorato alle Politiche Sociali all’Acquarium, non è ancora un progetto compiuto ma si stanno delineando elementi di partecipazione anticipati dalla storia  e dai contenuti di fondazioni come Idea Vita e I Care.

Si passa a parlare di Casa Puglie per capire se, a quasi un anno dalla sua apertura,  i presupposti del progetto iniziale sono stati portati avanti, visto che la direzione dell’assessorato non ha più ritenuto utile riconvocare il gruppo di pilotaggio iniziale,  e come mettere le basi per il proseguimento e/o l’ampliamento dell’esperienza.
Ad oggi il coinvolgimento delle famiglie si è limitato ad un questionario di gradimento che non può sostituire un dibattito sul presente e sul futuro. Si ricorda che la partecipazione delle famiglie è sancita dalla convenzione ONU come diritto e dovere.
Emergono note positive come la partecipazione di tante persone dei 3 CDD del territorio Municipio 4, molte delle quali chiedono di ripetere il soggiorno. I partecipanti hanno in gran parte dimostrato capacità ed una gran voglia di crescere, che operatori dei CDD e famiglie non sospettavano.
Ma si sottolineano anche alcune criticità la cooperativa che gestisce i moduli di soggiorno non ha mai presenziato ai  nostri incontri nonostante il progetto sia stato portato avanti da questo tavolo. Lo scambio tra operatori dei CDD e operatori della casa, a parte qualche incontro iniziale, non si è sviluppato.
Si ritiene quindi utile un feedback in questa sede  affinchè  i vari soggetti che hanno promosso il progetto possano discuterne l’evoluzione.
Il valore di Casa Puglie, che fa parte di quell’Abitare Diffuso pensato tanti anni fa, e che è stato capito e condiviso con l’Assessorato va recuperato in termini innovativi: è uno strumento di stimolo e apprendimento di tante autonomie che dovrebbe essere strettamente collegato al Centro Diurno.
Si sa che  nascerà un progetto analogo presso il  nuovo CDD di Via Cilea. Si sa anche che presso il CSE Il Mappamondo de La Nostra Comunità viene portato avanti da due anni un modello di casa palestra meglio integrato da un punto di vista del progetto di vita.

L’Assessore alle Politiche Sociali del Municipio 4 è disponibile ad organizzare una commissione su questo tema dopo che si siano sentite le famiglie in un incontro che i genitori di Barabino e Puglie potrebbero promuovere.

L’Assessore Schiaffino comunica anche che sono state approvate le linee di indirizzo per la nomina dei rappresentanti/Consiglieri di Municipio che vorranno partecipare ai Comitati di Partecipazione Sociale dei vari CDD. Si attendono ora i nominativi da parte dei gruppi consigliari. Comunica anche di conoscere il lavoro del Tavolo Sociale portato avanti da qualche anno al Municipio 5 e di progettare una organizzazione simile per il Municipio 4. Sta a noi aderirvi o meno.
Comunica inoltre che il giorno 13 dicembre alle ore 18.30 in Sala Consigliare è indetta una commissione sull’annosa questione della struttura di Via Anfossi, un cantiere che dura da oltre 20 anni e che era destinato ad accogliere un nuovo CDD .


L’incontro si chiude con l’accordo di ritrovarci il 7 febbraio 2017.

(Sintesi a cura di Lella Manzoni)


lunedì 5 dicembre 2016

il sollievo

"Ma questo ha provocato, anche, la indisponibilità di posti “sollievo” all’interno delle strutture, perché gli Enti Gestori se hanno 4/5 letti a disposizione per  “il sollievo” da utilizzare per situazioni familiari gravi o per problemi temporanei di accudimento da parte dei familiari,  preferiscono mettere a disposizione questi posti per i “solventi”,  cioè per chi può pagare anche 250€ al giorno, piuttosto  che tenerli liberi a 110€ al giorno per convenzionarli col Comune di Milano, abbiamo solo Consorzio SIR con 9 posti di Pronto intervento. Siamo invece senza un pronto intervento per gravi e gravissimi."


 riprendo un brando dell'audizione per spiegare che il sollievo da almeno 8 anni è sparito, utilizzando la 162 gli enti gestori coprivano le spese.
Poi non è stata rinnovata e sono spariti i "sollievo". Esiste solo un "pronto intervento" del Consorzio Sir per 9 disabili, ma non tanto gravi.

Se sei grave ti arrangi a trovare una struttura e te la paghi anche 250€ il giorno.
E se non ne hai ... ti arrangi lo stesso.

O ti fai ospedalizzare?


Oppure?


Ma come è possibile che il Comune di Milano non si renda conto  che i disabili gravi o gravissimi non sono gestibili come gli altri?





Testo audizione contro DGR 730

III COMMISSIONE SANITA’ REGIONE LOMBARDIA AUDIZIONE 5 DICEMBRE 2016


                                           


Gentilissimi,

Siamo in audizione per chiedere che la Giunta modifichi la DGR 740 del 20 dicembre 2013,  che ha creato nella sua attuazione una infinità di contraddizioni e difficoltà riguardo al numero massimo di giorni di assenza retribuiti dalla Regione per i disabili nei CDD (centri diurni disabili ) e nelle  RSD (residenze disabili).

Nei primi mesi del 2014 Enti Gestori e Famiglie si sono mobilitati per cercare di far modificare le soglie massime di assenza imposte nei CDD e negli RSD che constavano massimo in 20 giorni, comprensive di quelle per malattia, cura o ricovero ospedaliero.
A giugno 2014 la DGR 1953 modificava in positivo le giornate di assenza retribuite dal FSR: 52 gg per gli RSD, 20gg per gli ospiti dei CDD con l’aggiunta di altri 6 purchè giustificati nel PEI ( programma educativo individuale), inoltre altri 4gg per la programmazione:  questi ultimi devono essere gestiti autonomamente dai singoli Enti gestori per programmare le attività del centro in assenza degli utenti.  Però le Assenze per malattia o ricovero Ospedaliero sono rimaste nel conteggio.


Faccio notare che il calendario dei CDD va da settembre a luglio compresi, le aperture dei CDD Milanesi NON seguono il calendario scolastico. L’unico mese non presidiato è Agosto, ma alcuni Centri Convenzionati tendono a chiudere solo la settimana di Ferragosto.


Gli Enti Gestori  così non vengono retribuiti   durante le assenze superiori ai 26gg dei disabili in carico al centro: questo potrebbe essere il segnale di buon utilizzo del denaro pubblico?! obiettivamente nessuno può essere contento di pagare per un servizio che non viene utilizzato. Pagare Il vuoto come se fosse pieno, viene escluso dalle convenzioni con gli Enti Gestori ormai da anni.

Ma questo ha provocato, anche, la indisponibilità di posti “sollievo” all’interno delle strutture, perché gli Enti Gestori se hanno 4/5 letti a disposizione per  “il sollievo” da utilizzare per situazioni familiari gravi o per problemi temporanei di accudimento da parte dei familiari,  preferiscono mettere a disposizione questi posti per i “solventi”,  cioè per chi può pagare anche 250€ al giorno, piuttosto  che tenerli liberi a 110€ al giorno per convenzionarli col Comune di Milano, abbiamo solo Consorzio SIR con 9 posti di Pronto intervento. Siamo invece senza un pronto intervento per gravi e gravissimi.

In ogni caso gli Enti Gestori, a fronte del mancato introito a causa delle assenze degli utenti dei CDD , si stanno rivalendo sugli utenti e le loro famiglie.
Alcuni hanno ridotto le prestazioni socioeducative, altri hanno minacciato di dimettere gli utenti  facendo leva sul fatto che le liste di attesa per accedere ai servizi sono “infinite”  (a Milano, su 110 domande, ci sono 24 utenti  in lista di attesa effettivi il resto sono pcd che frequentano ancora la scuola dell’obbligo oppure hanno fatto domande per un centro specifico) e quindi togliendo dal servizio CDD i disabili più “assenteisti”, magari per motivi familiari o  magari per ricoveri ospedalieri .
E’ Ovvio che sia una perdita grave per gli Enti gestori. Con quei parametri sono tutti in difficoltà! E non si danno in molti casi risposte adeguate.
Monitorando le assenze, ci sono picchi di assenze nel mese di  luglio del 70% , ma mediamente  nel corso dell’anno  scendono al 40%. 

 Ma perché devono pagare i disabili per queste incongruenze?

- come per chiunque, la qualità della vita delle persone con disabilità che vivono nelle comunità e nelle residenze è determinata anche dalla possibilità di tornare a casa (dai genitori, dai fratelli, ecc) o di passare brevi periodi in altri posti (week end, vacanze, ecc)

- le persone con disabilità che frequentano i centri diurni possono ammalarsi (alcuni frequentemente in ragione della loro menomazione) oppure la qualità della loro vita può essere determinata anche dalla possibilità di assentarsi dal luogo di residenza (e quindi dal centro) per periodi di vacanza più o meno brevi o per altri motivi. 

- per tutti, la possibilità di vivere esperienze al di fuori dei servizi rappresenta una possibilità di inclusione sociale che dovrebbe essere incoraggiata

- il vuoto per pieno deve essere ovviamente regolamentato ma non deve penalizzare in alcun modo la qualità della vita delle persone con disabilità

- ad oggi, in teoria, il sistema di regolamentazione del vuoto per pieno non dovrebbe incidere sulla vita né tanto meno le risorse personali o familiari ma risulta particolarmente penalizzante per gli enti gestori (o almeno così dicono) che, in alcuni casi, tendono a esercitare una pressione molto forte sulle persone e sulle famiglie perché rinuncino a questi periodi di assenza o di vacanza, fino a minacciare la dimissione dal servizio. 




Chiediamo di impegnare la Giunta a rivedere, di concerto con gli enti gestori e le associazioni di rappresentanza, queste regole e le loro modalità di applicazione.

Se in luglio presenzia il 30% dell’utenza, fermo restando il diritto di frequentare per tutti, organizziamo diversamente il servizi:

il coordinamento propone:
·       I mesi di giugno luglio e settembre NON  conteggiarli come  assenze, in modo da non penalizzare le famiglie che hanno la possibilità di assentarsi da Milano nel periodo estivo.
·       Escludere dal conteggio delle assenze, le malattie e le assenze per visite ed esami medici, che per i disabili sono moltissime!
·       Prolungare la fascia di pagamento agli Enti Gestori da  30  a 60 gg per i CDD.

 Le persone con disabilità non sono bambini con l'obbligo di frequenza almeno la metà di loro sono persone adulte.

L’atteggiamento di Regione Lombardia e degli Enti Gestori sta complicando i rapporti familiari che devono invece essere favoriti, perché già di per sé difficili.

Stiamo parlando di persone con grandi fragilità fisiche e psicologiche. Di sostegni alle famiglie che vengono negati, di sostegni ai disabili gravi che vengono ridotti a mera assistenza.

I CDD  Non sono ospedali ma sono luoghi di sviluppo, Abilitazione, Crescita delle abilità e Potenzialità dei disabili. Gestiti come Regione sta obbligando gli Enti Gestori, non perseguono i loro obiettivi!  Le regole stabilite da Regione ne fanno di fatto luoghi di segregazione.




                                                                                                       Pinuccia Pisoni Presidente CDD Milanesi