mercoledì 9 maggio 2018

7 mesi per fare fisioterapia?

Fisioterapia.... ma forse siamo oggetti?

Buongiorno a tutti!  È trascorso più di un mese dalla ultima mail intercorsa, Chiedo gentilmente aggiornamenti sui tempo di attesa e i trattamenti di fisioterapia per gli utenti dei nostri 4 CDD. (esclusi coinvolgimenti di personale diverso dai Fisioterapisti, che hanno un albo e mansioni paramediche specifiche e non sostituibili). Ribadisco che se un trattamento viene prescritto dal Fisiatra entro massimo 1 mese deve essere iniziato.
Diversamente è doveroso provvedere con urgenza.

Ringrazio anticipatamente e porgo cordiali saluti

Pinuccia Pisoni


Da: Della Croce Francesco <fdellacroce@DONGNOCCHI.IT>
Inviato: giovedì 29 marzo 2018 16:14


Gentile sig.ra Pinuccia,
la ringrazio della segnalazione che suffraga quanto è in discussione al nostro interno da qualche tempo circa la necessità di comprendere come modificare  l’attenzione sanitaria ai nostri ospiti...
ciò premesso, il problema lo affronteremo con gli stessi medici in quanto dobbiamo capire come modificare e “cosa” modificare nel trattamento che, ricordo, per la normativa rientra in una visione di terapia di “mantenimento” non meglio specificato.
Il trattamento riabilitativo a cui lei allude (20 sedute / anno) sarà quindi oggetto di riflessione così come la valutazione di eventuale addestramento del Caragiver a contribuire nel “mantenimento” delle funzioni motorie dei propri cari...
Con l’occasione le auguro buona Pasqua.

Francesco della Croce
Direttore Sanitario
IRCCS Santa Maria Nascente
Via Capecelatro, 66
20148 Milano
tel.: +39. 02.40308.226-327

Da: Pinuccia Pisoni <pinucciap@alice.it>
Inviato: mercoledì 28 marzo 2018 13:51


Gentilissimo dott. Della Croce,

Siamo a chiedervi come mai nell’anno in corso (2017/2018) gli utenti dei CDD della Fondazione debbano attendere ben 7 mesi dalla richiesta del Fisiatra prima di poter usufruire dei trattamenti di Fisioterapia prescritti.

Si tratta normalmente di 20 trattamenti annuali, moltiplicati per 120 utenti assommano a 2.400 trattamenti;  anche in considerazione che alcuni utenti non necessitano di questi interventi riabilitativi  o di mantenimento, siamo a pensare che almeno 2000 trattamenti debbano essere erogati su prescrizione del Fisiatra agli utenti dei CDD 1 2 3 4.

Alcuni utenti hanno necessità di usufruire di più trattamenti, vedi patologie respiratorie, post traumi, post trattamenti botulinici, necessità fisiche.
La Regione Lombardia interpellata nella persona del dott. Marchesi, si è stupita del fatto che ci fossero attese nell’erogazione dei trattamenti, e ancora maggiormente si è stupita (sempre dott. Marchesi) che solo 20 trattamenti fossero la norma. Secondo il Dott. Marchesi su richiesta del Fisiatra è possibile una erogazione di servizi di Riabilitazione alla bisogna.

Di fatto qui in Fondazione questo non succede, per giunta gli ordinari trattamenti sono procrastinati di 7 mesi dalla richiesta, con grave danno per i disabili assistiti dai CDD.

A questo punto le famiglie si chiedono, anche stante la nuova  Organizzazione del personale in Sociosanitario e Socioeducativo, se la Direzione non possa provvedere alla assunzione di ulteriore personale Fisioterapista che possa affiancare i terapisti già in servizio (che operano anche sugli ambulatori e non sono specificatamente dedicati ai CDD.


Restiamo in attesa di vostro riscontro e cordialmente auguriamo Buona Pasqua.



giovedì 22 marzo 2018

Coordinamento 20 marzo 2018



RELAZIONE DEL PRESIDENTE
Intervengono oggi alla nostra assemblea la dott.ssa Maistri (Dirigente Responsabile del settore) e il dott. Vailati (Responsabile di settore) che hanno chiesto di partecipare per rispondere alle nostre domande. E’ presente anche la Consigliera del Municipio 8 Gaia Romani .
Prima di lasciare la parola ai Rappresentanti e ai nostri ospiti, vi relaziono velocemente sui lavori del Direttivo in questo mese di marzo :
Iniziamo dall’ISEE  ordinario che viene richiesto per il contributo pasto. La lettera inviata dalla dott.Maistri  a noi del Direttivo e inoltrata a tutti i CDD lo scorso mese (che abbiamo letto e commentato insieme durante lo scorso Coordinamento) specificava che, non essendo state emesse nuove Delibere, anche quest’anno sarebbero stati applicati gli stessi criteri di quello passato, quindi Isee Ordinario  con soglia 6.000€.
Abbiamo nuovamente contestato questo criterio: la soglia di povertà e l’ISEE ordinario sono inaccettabili perché noi siamo servizi sociosanitari e per il  sociosanitario la legge dello Stato prevede l’Isee ristretto.
Già nel 2017 abbiamo contestato vivacemente questa delibera, convocati ad un incontro con L’Assessore Majorino in Lg Treves (presenti anche dott.ssa Maistri e dott.ssa Maggioni) abbiamo ancora ribadito che venisse applicato ISEE ristretto  ,  l’Assessore si era dichiarato d’accordo, ma solo verbalmente senza che nulla venisse scritto o deliberato in merito.
Quest’anno non hanno deliberato nulla, veramente non hanno ancora deliberato neppure in merito agli RSD (sentenza del TAR della Lombardia illustrata nello scorso coordinamento)  e Il Comune di Milano non ha un suo  Regolamento sull’applicazione del’ISEE.

Il 13 marzo abbiamo avuto un incontro in Lg. Treves , sul tema ISEE con Dott. Minoia, Dott.ssa Maistri e dott.ssa Maggioni, ha partecipato l’assessore Majorino,  incontro che possiamo giudicare positivo.  Abbiamo chiesto di deliberare in merito a ISEE ristretto (del solo disabile) con soglia a =0. (Nel 2015, quando era stato proposto Isee Sociosanitario = 0, l’avevamo contestato perché sull’Isee come veniva calcolata gravavano sia la Pensione d’invalidità che l’Accompagnamento e non avrebbe potuto MAI essere a zero. Poi il ricorso al TAR del Lazio di alcune Associazioni di Disabili (sentenza del dicembre 2016) e l’accoglimento della  sentenza del TAR da parte del Consiglio di Stato e pronunciamento del nuovo regolamento ISEE: è stata revisionato il calcolo dell’Isee, togliendo gli emolumenti ma anche la possibilità di scaricare le spese.  Quindi Isee ristretto=0 avrebbe il 68% di  famiglie esentate dalla compartecipazione alla spesa della mensa.

 Nel secondo incontro in Treves, finalmente il dott. Minoia ha citato la Legge Regionale che invita all’applicazione dell’Isee Sociosanitario nell’ambito dei servizi sociosanitari, come appunto i CDD, e l’assessore Majorino si è detto favorevole a procedere se non viene bloccato dalla Ragioneria, perché questa decisione creerebbe un disavanzo nelle Casse Comunali di oltre 300.000€. Va inoltre ribadito che,( non per essere corporativi), ma in questa partita del Sociosanitario non possono essere inclusi anche CSE, SFA e CAD, perchè sono servizi socioeducativi e non possono essere equiparati ai sociosanitari. Sono stati assimilati inopinatamente ai CDD  con  una delibera del 29/12/2015 esentandoli giustamente dal pagamento di 60€ al mese indiscriminati (senza valutazione ISEE)  e con una revisione della quota pasto uguale alla nostra di 2,60€. Faccio memoria che SFA CSE CAD hanno avuto una convenzione col Comune di Milano solo nel 2009 con l’allora assessore Landi di Chiavenna che pretese però 60€ di compartecipazione. Non tutti i 700 utenti dei centri furono convenzionati e molti degli SFA proseguirono a chiedere il pagamento della retta alle famiglie, pur se non gravosissima, intorno ai 250€ al mese.
Ci ritroveremo nuovamente con l’Assessore il 9 aprile  e ci auguriamo che sia emanata  una delibera che corrisponda alle nostre richieste e alla Legge.
 Dal punto di vista economico, un problema grosso per il Comune sono le assenze: nei Cdd comunali nel mese di luglio arrivano al 38% di presenze quindi più del 60% di assenze. Noi  avevamo  anche proposto di accorpare  alcuni  Cdd  vicini nei mesi estivi ma sembra che la cosa sia impossibile per motivi sindacali e organizzativi. L’assessore Majorino ci ha proposto di andare congiuntamente a parlare in Regione Lombardia e ridiscutere una modifica della DGR sulle assenze. Ad oggi la Regione riconosce  20 giorni di assenza + 10 concordati nel PEI e, oltre tale limite, non versa più la quota sanitaria a suo carico agli Enti Gestori. (politica del vuoto per pieno)

 Tutti sapete che ci siamo recati in audizione lo scorso 5 dicembre 2016 in Commissione Sanità Regionale per chiedere un aumento dei giorni di assenza d ei frequentanti i Cdd,   retribuiti agli enti Gestori , ma su una richiesta di 40 giorni  ne hanno concessi 4! Noi chiediamo che non siano conteggiati nei 20 giorni le  assenze per malattia, perché i nostri ragazzi sono fragili ma non è possibile pensare di trattarli come carcerati o Ospedalizzati. Sicuramente c’è tutta la nostra disponibilità per  andare a discutere con l’Assessore,  non appena la Regione avrà confermato i suoi incarichi (è probabile che sarà ancora l’Assessore Gallera ad occuparsi della Sanità).
7° FORUM delle POLITICHE SOCIALI: si svolgerà dal 22 al 27 marzo con presentazione a CityLife Spazio Cinema Anteo in Piazza delle Tre Torri. Seguiranno dibattiti tematici ed eventi vari in diverse sedi cittadine. In particolare per le nostre tematiche vi segnalo il 26 marzo alle ore 14.00 nella Sala Conferenze del Palazzo Reale in Piazza Duomo: Lo sviluppo dei servizi diurni per la disabilità -  e il 27 marzo alle ore 10.00 presso il Centro Ricreativo Ratti di via Cenisio 4:La scommessa del Durante e dopo di noi-. Per tutto il resto il programma è consultabile sul sito del Comune di Milano.


NOTIZIE VARIE DAI C.D.D.
Pellegrini-Ferraris
Tosca-Casoretto:
Giomini-Treves:
Gaffuri-Cherasco:
Fiori-Narcisi:
Manzoni-Statuto:
Giussani-Vismara: dopo molti anni di permanenza al Centro, la nostra responsabile Marina Simoncini ha deciso di lasciarci. Al suo posto è subentrata la sig. Federica Imperiale, già conosciuta perché responsabile della nostra Comunità Alloggio. – Domenica 22 aprile festeggeremo il 25° anniversario del nostro Centro.
Zanchi-DeNicola:
Riva-CascinaBianca:
Baroncelli-IlGabbiano:
intervengono dott.Vailati e dott.ssa Maistri:

mercoledì 21 marzo 2018

I Vestiti nuovi dell'Imperatore

Di Hans Christian Andersen





Molti anni fa viveva un imperatore che amava tanto avere sempre bellissimi vestiti nuovi da usare tutti i suoi soldi per vestirsi elegantemente. Non si curava dei suoi soldati né di andare a teatro o di passeggiare nel bosco, se non per sfoggiare i vestiti nuovi. Possedeva un vestito per ogni ora del giorno e come di solito si dice che un re è al consiglio, così di lui si diceva sempre: «E nello spogliatoio!».

Nella grande città in cui abitava ci si divertiva molto; ogni giorno giungevano molti stranieri e una volta arrivarono due impostori: si fecero passare per tessitori e sostennero di saper tessere la stoffa più bella che mai si potesse immaginare. Non solo i colori e il disegno erano straordinariamente belli, ma i vestiti che si facevano con quella stoffa avevano lo strano potere di diventare invisibili agli uomini che non erano all'altezza della loro carica e a quelli molto stupidi.

"Sono proprio dei bei vestiti!" pensò l'imperatore. "Con questi potrei scoprire chi nel mio regno non è all'altezza dell'incarico che ha, e riconoscere gli stupidi dagli intelligenti. Sì, questa stoffa dev'essere immediatamente tessuta per me!" e diede ai due truffatori molti soldi, affinché potessero cominciare a lavorare.

Questi montarono due telai e fecero fìnta di lavorare, ma non avevano proprio nulla sul telaio. Senza scrupoli chiesero la seta più bella e l'oro più prezioso, ne riempirono le borse e lavorarono con i telai vuoti fino a notte tarda.

"Mi piacerebbe sapere come proseguono i lavori per la stoffa" pensò l'imperatore, ma in verità si sentiva un po' agitato al pensiero che gli stupidi o chi non era adatto al suo incarico non potessero vedere la stoffa. Naturalmente non temeva per se stesso; tuttavia preferì mandare prima un altro a vedere come le cose proseguivano. Tutti in città sapevano che straordinario potere avesse quella stoffa e tutti erano ansiosi di scoprire quanto stupido o incompetente fosse il loro vicino.

"Manderò il mio vecchio bravo ministro dai tessitori" pensò l'imperatore "lui potrà certo vedere meglio degli altri come sta venendo la stoffa, dato che ha buon senso e non c'è nessuno migliore di lui nel fare il suo lavoro."
Il vecchio ministro entrò nel salone dove i due truffatori stavano lavorando con i due telai vuoti. "Dio mi protegga!" pensò, e spalancò gli occhi "non riesco a vedere niente!" Ma non lo disse.

Entrambi i truffatori lo pregarono di avvicinarsi di più e chiesero se i colori e il disegno non erano belli. Intanto indicavano i telai vuoti e il povero ministro continuò a sgranare gli occhi, ma non potè dir nulla, perché non c'era nulla. "Signore!" pensò "forse sono stupido? Non l'ho mai pensato ma non si sa mai. Forse non sono adatto al mio incarico? Non posso raccontare che non riesco a vedere la stoffa!"

«Ebbene, lei non dice nulla!» esclamò uno dei tessitori.

«È splendida! Bellissima!» disse il vecchio ministro guardando attraverso gli occhiali. «Che disegni e che colori! Sì, sì, dirò all'imperatore che mi piacciono moltissimo!»

«Ne siamo molto felici!» dissero i due tessitori, e cominciarono a nominare i vari colori e lo splendido disegno. Il vecchio ministro ascoltò attentamente per poter dire lo stesso una volta tornato dall'imperatore, e così infatti fece.
Gli imbroglioni richiesero altri soldi, seta e oro, necessari per tessere. Ma si misero tutto in tasca; sul telaio non giunse mai nulla, e loro continuarono a tessere sui telai vuoti.

L'imperatore inviò poco dopo un altro onesto funzionario per vedere come proseguivano i lavori, e quanto mancava prima che il tessuto fosse pronto. A lui successe quello che era capitato al ministro; guardò con attenzione, ma non c'era nulla da vedere se non i telai vuoti, e difatti non vide nulla.
«Non è una bella stoffa?» chiesero i due truffatori, spiegando e mostrando il bel disegno che non c'era affatto.

"Stupido non sono" pensò il funzionario "è dunque la carica che ho che non è adatta a me? Mi sembra strano! Comunque nessuno deve accorgersene!" e così lodò la stoffa che non vedeva e li rassicurò sulla gioia che i colori e il magnifico disegno gli procuravano. «Sì, è proprio magnifica» riferì poi all'imperatore.
Tutti in città parlavano di quella magnifica stoffa.

L'imperatore volle vederla personalmente mentre ancora era sul telaio. Con un gruppo di uomini scelti, tra cui anche i due funzionari che già erano stati a vederla, si recò dai furbi truffatori che stavano tessendo con grande impegno, ma senza filo.

«Non èmagnifique?» esclamarono i due bravi funzionari. «Sua Maestà guardi che disegno, che colori!» e indicarono il telaio vuoto, pensando che gli altri potessero vedere la stoffa.
"Come sarebbe!" pensò l'imperatore. "Io non vedo nulla! È terribile! sono forse stupido? o non sono degno di essere imperatore? È la cosa più terribile che mi possa capitare." «Oh, è bellissima!» esclamò «ha la mia piena approvazione!» e ammirava, osservandolo soddisfatto, il telaio vuoto; non voleva dire che non ci vedeva niente. Tutto il suo seguito guardò con attenzione, e non scoprì nulla di più; tutti dissero ugualmente all'imperatore: «È bellissima» e gli consigliarono di farsi un vestito con quella nuova meravigliosa stoffa e di indossarlo per la prima volta al corteo che doveva avvenire tra breve. «Emagnifìque , bellissima,excellente » esclamarono l'uno con l'altro, e si rallegrarono molto delle loro parole. L'imperatore consegnò ai truffatori la Croce di Cavaliere da appendere all'occhiello, e il titolo di Nobili Tessitori.
Tutta la notte che precedette il corteo i truffatori restarono alzati con sedici candele accese. Così la gente poteva vedere che avevano da fare per preparare il nuovo vestito dell'imperatore. Finsero di togliere la stoffa dal telaio, tagliarono l'aria con grosse forbici e cucirono con ago senza filo, infine annunciarono: «Ora il vestito è pronto.»

Giunse l'imperatore in persona con i suoi illustri cavalieri, e i due imbroglioni sollevarono un braccio come se tenessero qualcosa e dissero: «Questi sono i calzoni; e poi la giacca - e infine il mantello!» e così via. «La stoffa è leggera come una tela di ragno! si potrebbe quasi credere di non aver niente addosso, ma e proprio questo il suo pregio!».
«Sì» confermarono tutti i cavalieri, anche se non potevano vedere nulla, dato che non c'era nulla.

«Vuole Sua Maestà Imperiale degnarsi ora di spogliarsi?» dissero i truffatori «così le metteremo i nuovi abiti proprio qui davanti allo specchio.» L'imperatore si svestì e i truffatori fìnsero di porgergli le varie parti del nuovo vestito, che stavano terminando di cucire; lo presero per la vita come se gli dovessero legare qualcosa ben stretto, era lo strascico, e l'imperatore si rigirava davanti allo specchio.

«Come le sta bene! come le dona!» dissero tutti. «Che disegno! che colori! È un abito preziosissimo!»

«Qui fuori sono arrivati i portatori del baldacchino che dovrà essere tenuto sopra Sua Maestà durante il corteo!» annunciò il Gran Maestro del Cerimoniale.
«Sì, anch'io sono pronto» rispose l'imperatore. «Mi sta proprio bene, vero?» E si rigirò ancora una volta davanti allo specchio, come se contemplasse la sua tenuta.

I ciambellani che dovevano reggere lo strascico finsero di afferrarlo da terra e si avviarono tenendo l'aria, dato che non potevano far capire che non vedevano niente.

E così l'imperatore aprì il corteo sotto il bel baldacchino e la gente che era per strada o alla finestra diceva: «Che meraviglia i nuovi vestiti dell'imperatore! Che splendido strascico porta! Come gli stanno bene!». Nessuno voleva far capire che non vedeva niente, perché altrimenti avrebbe dimostrato di essere stupido o di non essere all'altezza del suo incarico. Nessuno dei vestiti dell'imperatore aveva mai avuto una tale successo.
«Ma non ha niente addosso!» disse un bambino. «Signore sentite la voce dell'innocenza!» replicò il padre, e ognuno sussurrava all'altro quel che il bambino aveva detto.

«Non ha niente addosso! C'è un bambino che dice che non ha niente addosso!»
«Non ha proprio niente addosso!» gridava alla fine tutta la gente. E l'imperatore, rabbrividì perché sapeva che avevano ragione, ma pensò: "Ormai devo restare fino alla fine." E così si raddrizzò ancora più fiero e i ciambellani lo seguirono reggendo lo strascico che non c'era.

mercoledì 7 marzo 2018

Esopo: favola

Di tutti i membri del Corpo, e del Ventre. 143.
Le mani ed i piedi accusarono il Ventre, che tutti i lor guadagni egli si mangiava, e gli comandarono, che, o tu fatica, [p. 183 modifica]overo non domandare più da mangiare. Il Ventre più volte dimandò da mangiare, e le mani glie lo negarono. Essendo esausto il Ventre, tutti i membri cominciorono a mancare. Allora le mani gli vollero dar da mangiare; ma fu tardo, perchè il Ventre non puotè più mangiare, e così i membri avendo invidia al Ventre, si morirono tutti insieme con lui.
Sentenza della favola.
Moralità. La compagnia dei membri, e del Ventre, sono come l’umana società. Il membro ha bisogno dell’altro membro, e lo amico ha bisogno dell’amico, però dovemo ajutarci l’un l’altro, perchè le ricchezze, e gli onori non bastano, ad un uomo, ma ha bisogno degli amici ancora.

martedì 5 settembre 2017

IL COORDINAMENTO REGIONALE E LEDHA CHIEDONO UN INCONTRO AL TRIBUNALE DI MILANO

Da qualche mese il Tribunale di Milano ha sottoscritto un protocollo con l’Ordine dei Commercialisti per affiancare i GOT nella verifica dei rendiconti delle pratiche di Amministrazione di Sostegno facendo ricadere i costi di questo lavoro sullo stesso beneficiario.
Su questo tema il 28 luglio 2017 il Coordinamento Regionale e Ledha Lombardia hanno inviato una comune lettera per chiedere un incontro e il successivo avvio di un tavolo di lavoro comune in cui condividere, problemi e prospettive nel Servizio per i cittadini fragili.

giovedì 17 agosto 2017

La “vacanza sollievo” di un disabile in carrozzina
il mare un sogno per un Domi, o un incubo...


Il racconto della mamma



Con la presente denuncio quanto occorso a mio figlio Borini Domenico di 25 anni spastico in carrozzina, incapace di muoversi e di parlare, ma non incapace di relazionarsi e di soffrire, durante la vacanza estiva dal 31 luglio al 14 agosto a Pinarella di Cervia con la Cooperativa “Piccoli Passi”.
Il trattamento che gli è stato rivolto lo si può considerare disumano per tutti e a maggior ragione per lui che non ha alcun mezzo per manifestare le sue necessità. La mancanza di empatia per i suoi bisogni fisici e psicologici è stata totale.
L’assenza dell’operatrice alla partenza (il rapporto era a uno a uno e mi era stato assicurato dalla  responsabile,  la sig. Battezzati che sarebbe stato seguito sempre dalla stessa persona), è la prima sorpresa: Silvia, la sua educatrice era su un altro pullman.
All’arrivo, gelato mani e piedi sta male di stomaco per due volte. Nessuno aveva pensato di toccargli le mani e le gambe durante il viaggio e magari coprirlo o abbassare l’aria condizionata?
Martedì e mercoledì tutto bene.
Giovedì, dopo pranzo vomita, e, nel timore che il cibo avesse ostruito le vie aeree, (lui è disfagico), viene portato in ambulanza al Pronto Soccorso per una radiografia che rivelava una leggera bronchite, ma nulla di allarmante. Gli viene prescritto l’antibiotico.  Dimesso, alle 21 torna in comunità.
Durante la notte ha la febbre, e alle 5 del mattino la sig. Elena si procura in farmacia la tachipirina. (Una cooperativa che segue ragazzi disabili non si attrezza con un minimo di medicinali di pronto intervento, come la tachipirina?).
Alla mattina mi telefonano e mi avvertono che sono nuovamente in attesa dell’ambulanza perché ha la febbre ed è tormentato dalla tosse, gli era stato somministrato del fluimucil, che peggiora la situazione (ma loro non lo sapevano): il catarro si fluidifica, Domenico non è capace di espettorarlo, e ciò gli provoca soffocamento. E’ riportato a Ravenna in Ospedale dove viene ricoverato in “Pronto intervento” monitorato con i macchinari.
Mi viene detto che Domenico non può, nella sala, ricevere la compagnia del personale della cooperativa poiché si trova in sub - rianimazione e le visite sono vietate. Naturalmente mi preoccupo. Le notizie sono minime. Il personale del centro va a salutarlo e a vedere come sta e mi ragguaglia sulle sue condizioni, ma nessuno pensa di fargli un po’ di compagnia tanto “il personale dell’Ospedale provvede all’accudimento” Certo l’accudimento sanitario, ma non il sostegno umano!
Nella sala di pronto intervento rimane venerdì, sabato, domenica e lunedì fin verso le 17 quando lo spostano in una stanza.
Io che volevo approfittare dell’assenza di Domenico per riposarmi un po’ davanti a tutte queste brutte notizie sono a pezzi.
Domenica mattina una mia amica da Urbino va a trovare Domenico e si ferma con lui dalle 11,30 fino alle 15   e mi dice che c’è l’orario di visita dalle 12,30 alle 15, 30 e dalle 18,30 alle 20,30, ma chiedendolo ha potuto trattenersi più a lungo.
Domenica sera quando telefono, un po’ risentita per le bugie dettemi, chiedo se sono andati a trovarlo nel pomeriggio, ma mi viene risposto che” non hanno avuto tempo”. Sarà successa la stessa cosa anche negli altri giorni?
Lunedì vado a trovarlo. Una persona del centro, Alì, mi viene a prendere alla stazione e mi accompagna all’ospedale e sto con Domenico dalle 12 alle 19, 30. Alì, per entrare aspetta l’ora di visita, gli dà un brevissimo saluto e se ne va. Tornerà verso le 19,30 per riaccompagnarmi alla stazione.



Domenico sta bene, è sorridente. Da due giorni non ha febbre, non ha tosse, i valori sono normali e la dottoressa dice a me e ad Alì che martedì o mercoledì lo dimette. Alì prontamente risponde che “è meglio mercoledì” così sta al fresco”, io caldeggio il martedì così può stare con i ragazzi , vedere il mare e farsi un po’ di vacanze.
Nessuno ha pensato a portargli il minimo indispensabile: un pigiama, il sapone, il rasoio, un asciugamano. Abbandonato a sé stesso. E le bugie legate al divieto di visita e la risposta di Alì di prolungare la degenza mi fanno pensare che “Ai piccoli passi” abbia fatto comodo avere un ragazzo ricoverato. E’ uno in meno da dover seguire.
Tornato dall’ospedale il mare l’ha visto solo venerdì e sabato, su mia insistenza, perché per via della bronchite non lo portavano in spiaggia. Domenica nessuno è andato al mare perché la giornata è stata impiegata per preparare le valigie.  Ma cosa avevano fatto? Avevano sparpagliato tutti gli indumenti per la struttura?
Una vacanza all’insegna di” voglia di lavorar saltami addosso e fammi lavorar meno che posso!” Ma questi sono educatori o mercenari?

Ma al male non c'è mai fine! Senti un po' il corollario della vacanza di Domenico:
Dopo tutto quello che era successo, mai mi sarei aspettata che ci sarebbe stato uno spiacevole corollario. Domenico scende dal pulmino senza calze e sandali e con i piedi ciondoloni giù dai pedali perché la cintura pelvica non era stata agganciata e lui era scivolato dal sedile. Chiedo all' accompagnatrice perché si trovava in quelle condizioni " me lo hanno consegnato così e sul pulmino era agganciato " è stata la sua risposta ed io di rimando " Sì, ma non alla sua carrozzina" e sdegnata si allontana.
Aveva i piedi freddi e gonfi e ho pensato che il gonfiore fosse una conseguenza della posizione.

Non una parola sugli ultimi giorni della vacanza, non un saluto: un pacchetto da consegnare, la sua educatrice personale, (ma l'ha mai avuta?) non c'era.

In ogni caso si sono premurati di acquistare uno sciroppo che non ha neanche usato e una soluzione per sciacquare la bocca che Domenico non so come abbia fatto ad usare non essendo capace di farlo. Chi le ha prescritte? E la depilazione del pube chi l'ha autorizzata e perché io non sono stata avvisata? E i fogli rilasciati dal pronto soccorso quando lo hanno portato giovedì 3 e quello della visita alla guardia medica di sabato 5 mentre era ricoverato da venerdì dove sono? Perché non me li hanno consegnati insieme a quello delle dimissioni di martedì 8?

Domenica 13 tutte le attività sono state sospese per la preparazione delle valigie ma in che modo! Nel sacchetto degli indumenti da lavare c'erano tre paia di guanti sporchi di feci. E' la prima volta che mi capita: gli operatori non sanno che esistono i cestini della spazzatura o forse volevano farmi sapere che lo avevano dovuto cambiare più volte?

Una vacanza all'insegna del menefreghismo che ha deluso qualsiasi attesa aspettativa di benessere.

Stamattina, nonostante la pomata il piede destro è ancora gonfio. Cosa era successo? Nebbia. Lo porto al pronto soccorso. Fortunatamente non c'è nulla di rotto, ma una contusione laterale dx e il medico consiglia una cavigliera per 7/10 giorni e impacchi di ghiaccio.  Non era il caso di avvertirmi?

L'impressione è che diversi educatori fossero casualmente intorno a Domenico, ma nessuno lo avesse realmente in carico perché le mancanze disorganizzative e umane sono state troppe.

Quando il Comune penserà a controllare le cooperative che partecipano ai bandi?



E io aggiungo che sono arrabbiata: continuo a ribadire che i CDD comunali (15) sono super monitorati, ma i CDD convenzionati (25) e le cooperative che li gestiscono, che sono quasi il doppio, non sono monitorati da nessuno, salvo da ATS che controlla solo le schede SIDI!!

Vacanze: una volta i ragazzi potevano frequentare le “vacanze sollievo” coi propri educatori ed erano gestite parzialmente dal Comune, ora da almeno 10 anni vengono appaltate alle cooperative che agiscono come è più comodo per loro e non per i ragazzi!! E’ ora di denunciare questa situazione!!
Il Comune organizza in appalto solo la scelta delle cooperative, delegando e lasciando ad AIAS la parte finanziaria e organizzativa.  Non controlla le location, non controlla COME vengono trattati i ragazzi, non controlla l’operato delle cooperative.
Nel corso degli anni moltissimi genitori mi hanno confessato che non mandano più i ragazzi alle Vacanze organizzate dal Comune di Milano, perché si sono trovati male, alcuni ragazzi sono tornati in condizioni pietose, alcuni hanno dovuto subire un ricovero ospedaliero, per incuria e disattenzione.

Per accedere alle “vacanze sollievo” i familiari devono presentare ISEE ordinario e non individuale (perché non vengono considerati indispensabili) e i contributi del Comune sono veramente minimi se si superano i 30mila euro di ISEE ORDINARIO.

Organizzare le Vacanze Sollievo, significa prendersi veramente carico comunque dei ragazzi, anche dei più gravi.

Con questo denuncio pubblicamente l’accaduto a Domenico, ben sapendo che per una mamma che denuncia, almeno 200 stanno zitte e subiscono.


Pinuccia Pisoni Presidente CDD Milanesi


17 agosto 2017







venerdì 7 aprile 2017

Al CDD3 ....

Gentilissima dott.ssa...

Vengo a sapere che al CDD3 mancano 2 educatrici, una dal mese di dicembre (infortunio domestico) la seconda da un paio di settimane: infortunio in ambito lavorativo.

Nella giornata di lunedì 3 aprile erano assenti 4 educatori per malattia.
La settimana scorsa è stata inviata al CDD3 una bravissima ASA, ma non si tratta di una educatrice, il personale lamenta la mancanza delle figure educative, dichiarandosi impossibilitato a svolgere i programmi educativi previsti dal PEI.

Quindi da 2 settimane i ragazzi utenti del CDD3 la mattina svolgono attività ricreative in gruppo allargato, al pomeriggio rilassamento. I laboratori sono saltati, non potendo assentarsi dal gruppo l’educatrice addetta alla CGT.

A questo punto mi chiedo come sia possibile dare la disponibilità al Comune per accogliere altri 10 utenti, quando non si ha il personale indispensabile per ottemperare almeno ai programmi dei PEI per gli utenti presenti?

Si è ribadito in più ambiti che la funzione del CDD non è meramente sociosanitaria, ma Educativa.

Chiedo un intervento immediato di sostegno al CDD3 in modo da poter svolgere almeno i programmi stabiliti.

In attesa di un suo sollecito intervento (i ragazzi del CDD3 non sono numeri), cordialmente saluto

risposta:

la ringrazio per il contributo che ha voluto farci pervenire.
In effetti allo stato attuale mancano al CDD3 due educatrici.
Nonostante tali mancanze gli standard vengono rispettati come verificato dalla la vigilanza ASL il giorno 27 scorso.
Detto  questo non intendo affatto sottovalutare il problema e ci stiamo preoccupando di ristabilire la presenza degli educatori  il cui rientro è da noi previsto, in un caso a breve,  nel secondo tra qualche settimana.
L’intervento effettuato con l’introduzione dell’OSS (non ASA)  aveva proprio lo scopo di assicurare prontamente una risorsa per permettere agli operatori di svolgere le attività in attesa del rientro delle due educatrici, tenendo altresì  presente che la selezione e l’ingaggio di educatori professionali validi e disponibili ad accettare un’assunzione per un breve periodo è un percorso i cui esiti  sono incerti e raramente positivi.
Le assicuro che facciamo già  attenzione a quanto lei ci ha fatto notare. Concordo pienamente con lei rispetto al fatto che i ragazzi non siano dei numeri: in questi anni, nonostante le differenze che lei ben conosce tra utenza  IDR e Tipici, non è mai stato un nostro obiettivo quello di adeguare il numero degli operatori ai numeri delle tabelle standard. Né per la RSD né per i CDD.
La tranquillizzo rispetto all’ampliamento dell’Accordo con il Comune  di Milano.
Gli otto posti aggiuntivi non sono attualmente tutti disponibili.
Sino a ieri avevamo due posti liberi al CDD3 e uno al CDD4 per la dimissione di tre utenti ex IDR.
Questi tre posti, seppur accreditati ed a contratto con ATS, non erano nella Convenzione CDD con il Comune di Milano. Quindi, sino al nuovo Accordo con il Comune firmato a marzo, non erano spendibili per utenti milanesi, a meno che le loro famiglie si facessero  carico della retta.
Con il nuovo accordo i posti per il Comune di Milano sono passati da 90 a 98.
Tre di questi posti erano già utilizzabili al momento della firma dell’accordo mentre gli altri cinque saranno disponibili per i cittadini milanesi in occasione di dimissioni di ragazzi ex IDR.
Spero di esser stata sufficientemente chiara.
Mi rammarico di non averla vista né sentita a proposito dei fatti che ha voluto sottopormi con questa mail e condividere con chi  ci legge in copia.
La invito ad utilizzarmi nella sua veste  di rappresentante dei familiari,  bussando alla mia porta che è  peraltro quasi sempre aperta …  la incontrerò volentieri.
Cordialmente

ri_risposta:


Gentilissima! La ringrazio per la risposta.
Non capisco però una cosa: e lei mi vorrà confermare o smentire:

Gli ex IDR non sono figli di un Dio Minore, ma sono gli utenti che nel 2006 erano inseriti negli ex DDR1 e DDR2, strutture create nel 2000  per assorbire una utenza che non aveva sbocco. La Regione ai tempi aveva stipulato la Convenzione, il Comune no.
Nel 2006 si arrivò ad un accordo con il Comune di Milano riguardo alla RETTA che allora ammontava a 11€ al giorno e che riguardava la parte educativa.
Retta che non è mai stata modificata da parte del Comune nonostante più volte io abbia chiesto che si mettesse mano a quell’accordo. E l’ho chiesto come Presidente dei CDD Milanesi.
Da parte Vostra non mi pare che ci sia stato interesse a modificare questo accordo.
Ma questi ragazzi non sono per nulla differenti dagli altri utenti del CDD3 o CDD4 (ex DDR1 e DDR2) e necessitano come gli altri di interventi sociosanitari e socioeducativi.

Don Barbante saprà bene di cosa parlo perché in Sacra Famiglia esiste ancora un buon nucleo di ex IDR molto più numeroso del nostro.

A parte questo inciso, chiedo gentilmente che l’argomento della sostituzione del personale educativo sia messo all’ordine del giorno del CPS del 26 aprile.


Cordialmente saluto