| Cosa vuol dire (davvero) perdere la compagnia dei coetanei: le conseguenze della scuola chiusa, spiegate bene |
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| Cosa vuol dire (davvero) perdere la compagnia dei coetanei: le conseguenze della scuola chiusa, spiegate bene |
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Alla fine Salvini è passato all’incasso non solo ottenendo il ministero per le Disabilità (questa volta non abbinato alla famiglia che viaggia assieme alle pari opportunità), ma piazzando per la terza volta uno dei suoi: dopo Fontana e Locatelli si apre l’era di Erika Stefani (foto).
E sia. Al neoministro vanno, senza ironia né obtorto collo, i nostri migliori auguri ché ne ha bisogno eccome viste le innumerevoli istanze irrisolte ancora su piatto complice l’immobilismo e il rallenty degli ultimi anni e lustri.
Può anche essere che, complice la contestuale autorevolezza di Mister Draghi e la annunciata elevata qualità tecnica della nuova compagine governativa, riesca in una sfida per ora imbattuta. Non cadremo nell’inganno di alzare l’indice contro il fatto che si tratta di un Ministero senza portafoglio. È argomento troppo basico - nemmeno del tutto vero o tecnicamente significativo - per distrarci dal nocciolo di analisi più sensate e anche più radicali.
La disabilità è un tema trasversale che investe tutti i momenti della vita civile e quindi il ministro più che avere un portamonete dovrebbe riuscire a ravanare nei portafogli dei colleghi, a intervenire sui loro programmi, a incidere sulle norme che, ordinariamente o straordinariamente, riguardano tutti i cittadini. Le persone con disabilità e le loro famiglie sono cittadini, non una parte di essi, non un nucleolo a cui dedicare, quando va bene e con tempi biblici, solo leggi speciali.
E il primo banco di prova è proprio in PNRR (Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) che sulla disabilità è dannatamente debole e deludente. Lo è sul tema del lavoro, dimentico, ad esempio, dell’esclusione vissuta dalle persone con disabilità intellettiva e relazionale e del necessario ripensamento in queste direzioni dei servizi per l’impiego. Lo è sulla non autosufficienza fenomeno che investe e spesso devasta le famiglie e i caregiver sovraccaricandoli, impoverendoli, marginalizzandoli.
Lo è nella sostanza sulla scuola, una scuola differente e generativa di esperienze nuove. È assente sul versante sull’accessibilità dell’innovazione tecnologica, dei trasporti, della qualità urbana, della cultura, del turismo. E lo è nella sanità. Quelle grandi riforme che si prospettano per il Paese e per i suoi cittadini non sono permeate da una assunzione della disabilità come elemento da considerare in qualsiasi progetto sociale. Nel PNRR troviamo qualche riferimento alla “residenzialità”, a cohousing, ma ad essere malfidenti non si può non temere che sia il solito “dopo di noi” di cartongesso, quello che divide vecchie strutture o comunità da 20, 50, 100 posti in alloggi da 4, con separé appunto di cartongesso, ma senza alcuna visione, senza investimenti per risorse professionali che possano accompagnare e garantire una vita dignitosa, una vita adulta, o il diritto ad invecchiare. Troviamo nel PNRR anche accenni alla vita indipendente, ma quando i relativi progetti usciranno lo sperimentalismo che divide le persone con disabilità in quelle di serie A e di serie B?
E dopo aver incalzato sul PNRR la neoministro dovrebbe avere la forza, ed essere messa nelle condizioni di farlo con robuste deleghe, di affrontare da pari i colleghi.
Lì ce n’è per tutti. Con Patrizio Bianchi (istruzione) dovrebbe gestire la patata bollente delle nuove Linee guida per l’inclusione scolastica, malamente approvate dal suo predecessore e causa di fortissime riserve e proteste fra le famiglie e gli operatori più sensibili, con il comitato #NoEsonero che sembra un fiume in piena a cui dare risposte veloci e convincenti. Ma a parte questa emergenza dovrebbe porre come nuovo traguardo l’opportunità che la scuola diventi luogo che accompagni alla transizione alla vita adulta, che consenta di sperimentare, di vivere esperienze vocazionali, di avvicinarsi al territorio, al contesto di riferimento contaminandosi e generando una più diffusa comunità educante.Insomma, Erika Stefani, anche senza portafoglio di opportunità ne ha eccome. Dipenderà da lei, dipenderà da Draghi e dipenderà dal resto di Governo se si riuscirà a cambiare rotta.
Resilienza nei lockdown, Siamo costretti a stare in casa. Resilienza ai tamponi positivi o falsi/positivi, che ti creano problemi soprattutto se sei asintomatico e se la situazione dura da 2 mesi senza sbocchi. Resilienza alle mascherine che con gli occhiali sono micidiali: appannamento immediato e mancanza di respiro.
E resilienza alle situazioni dove non ci sono vie d'uscita al momento e stressano. Si spera in un anno meno allucinante. Le conseguenze psicologiche di questa situazione si sentono alla grande.
Cerco di resistere, ma spesso hai la sensazione di soffocare.
La grande tristezza per la morte della zia Carla. Si è spenta in 15 giorni di Covid. Mi aveva telefonato dall'ospedale: "Pucci, mi sono infettata...." Povera Carla. Non meritava una fine così.
Nessuno meritava una fine così atroce.
Confido nella ripresa, E' indispensabile. La ripresa dei rapporti umani reali, non virtuali.
Un grosso augurio di forza, di serenità e di salute a tutti.
Pinuccia
Care Famiglie, è sicuramente il momento meno adatto, dopo un
lock down di 2 mesi teorico ma di 6 mesi pratico (i CDD hanno riaperto in
presenza continuativa solo il 1 settembre), con tutte le problematiche connesse
a distanziamenti, DPI, orari, trasporti, Test e Tamponi, paure per la maggior
parte giustificate, eccetera.
I membri del Direttivo mi hanno accusata di aver accettato
supinamente l’aumento della Compartecipazione alla spesa, delibera pervenuta il
30 marzo in pieno lock down a cui non siamo stati in grado di rispondere in
modo adeguato, per quanto l’avessi contestata. Era stata presentata
dall’Assessore Rabaiotti all’ultimo coordinamento in Presenza di Gennaio 2020.
I membri del Direttivo
mi hanno accusato di aver accettato che
il Dott. Petrelli nell’agosto del 2019 avesse interrotto tutti i contatti con
TUTTI limitandosi a rispondere al Tavolo Permanente (dove le famiglie non sono
rappresentate) . Il dott. Petrelli ha stoppato qualsiasi comunicazione per
qualsiasi gruppo, non solo con il Coordinamento CDD.
Mi hanno accusato anche di non aver insistito per partecipare
al tavolo Permanente (occorre una correzione della delibera del 2013 e nuove
elezioni dei membri, era stata promessa dall’Assessore, che poi ha avuto altro
da fare).
Alcuni genitori mi hanno accusato di voler tenere aperti i
CDD in pandemia. Altri mi hanno rinfacciato di non sentirsi rappresentati da
me.
Il Direttivo vuole partire con cause, adire alle vie Legali
contro il Comune. Io dissento profondamente perché il compito del Coordinamento
CDD Milanesi è collaborare fattivamente col Comune di Milano.
Il Direttivo mi ha anche accusato di essere di parte e di non
attaccare l’Assessore Rabaiotti e il Settore.
In questo clima di terrorismo, poco sereno, mi vedo costretta
a rassegnare le dimissioni dalla Funzione di Presidente dei CDD Milanesi dopo 7
anni di lavoro instancabile al servizio dei Genitori e dei Disabili dei CDD.
E a solo 1 anno dalle elezioni previste dal Regolamento del
Coordinamento Genitori CDD (rinnovo che si fa ogni 3 anni di mandato).
Non sarò lontana, continuerò a lavorare per la disabilità, Vi
sarò sempre vicina e troverò altre strade per portare avanti costruttivamente e
non distruttivamente le cause dei nostri ragazzi. Anche perché Facente parte
del CPS Don Gnocchi eletta nel CDD3 dello stesso.
Con molto rammarico per quanto accaduto vi auguro ogni bene,
ma nelle vicende tragiche, occorre un capro espiatorio e questa volta
sono stata designata io.
Buon lavoro a tutti.
Pinuccia
Non so qualcosa di allucinante che ci ha obbligati all'isolamento e al distanziamento sociale, ha creato dei MOSTRI davvero! i bambini da 6 mesi senza la scuola, gli adolescenti scazzati da una situazione che non potevano gestire e che hanno subito per poi scatenarsi. Ma ancora gli adulti, spaventati, le radici uccise dal virus, dall'incompetenza, dal pressapochismo, dall'indifferenza, dall'ignoranza.
Come se tutte le malattie fossero sparite, tutte le patologie guarite, le prostatiti, i tumori, le analisi mediche, oculista, dermatologo, dentista, ginecologo, tutti disoccupati per "combattere"????? il covid.
Combattere??? Accettare l'isolamento, accettare il distanziamento, e vedere che non servono a niente.
La strada è ancora lunga.
La disabilità è stata abbandonata, i genitori sono stati abbandonati. E patologie nuove psicologiche, saranno da curare?
Curare?
Quando?
No non ci creso più. La strada è lunga ancora
Simona Maggioni (Unità Coordinamento Servizi Diurni): velocemente provo a riassumere i ragionamenti contabili
che sono stati fatti. Una prima valutazione è stata fatta sulla proiezione degli ISEE Sociosanitari presentati. E’ risultato
che il 68% è incluso nella fascia zero, quindi quella più bassa; il 20% in quella da 0,1 a 2000€; il 7% nella fascia da
2001 a 6000€ e un 5% oltre i 6000€. Un secondo punto, vincolante, era quello di arrivare ad un pareggio del Bilancio,
ossia riuscire comunque a pareggiare la cifra che entrava nelle casse dell’Amministrazione con il contributo fino ad
oggi riscosso per il pasto. Siamo partiti dalla cifra equivalente all’Assegno di Accompagnamento che tutti i nostri utentipercepiscono e che viene rilasciato per l’accudimento della persona non autosufficiente; abbiamo diviso per i giornidel mese e le 24 ore individuando una tariffa oraria e moltiplicato per le sette ore di effettiva presenza al CDD, dalle 9alle 16.00, senza prendere in considerazione il trasporto. Abbiamo trovato una cifra che abbiamo cercato diparametrare sulle tre fasce Isee Sociosanitario, in modo da ottenere il pareggio richiesto. Si è cercato di agevolare gli
Isee Sociosanitari più bassi nell’ottica della massima equità distributiva. La quota più bassa (€ 0,00 - € 2.000,00) è di
32 € mensili, inferiore a quanto precedentemente si pagava per la quota pasto e verrà applicata alla maggior parte
degli utenti (88%). Per la seconda fascia (€ 2.000,01 - € 6.000,01) si parla del 7% di utenti che pagheranno 54€ ossia
la cifra ad oggi pagata per il pasto calcolando un mese di presenza effettiva. La fascia superiore a € 6000,01 , che è
del 5%, contribuirà con 106€.
Sono poi stati considerati altri due criteri. Il primo è che tutte le persone in Comunità
sono di default già esenti dal pagamento, come lo sono sempre state, e il secondo è che i nuclei familiari, che si
trovino in gravi situazioni di disagio sociale, possono richiedere l’esenzione totale se in possesso di Isee Ordinario
(FAMILIARE) sotto soglia di povertà (per l’anno 2018 il limite è di 6000€).
Pierfrancesco Majorino (Assessore Politiche Sociali): aggiungo qualche considerazione ringraziando il
Coordinamento per questo incontro, che per me è molto importante proprio perché non avevamo intenzione di
imporre una scelta ma di confrontarci in base alle vostre necessità. Infatti ci sono state delle modifiche nel tempo
grazie al dialogo con voi. Nel merito della proposta mi sento di dire che la questione importante, che era stata fatta
presente dai rappresentanti del Coordinamento, era nel merito di quale ISEE scegliere. Per noi viene ad implicare un
precedente che riguarda complessivamente il tema della disabilità, considerato che vogliamo aprire una riflessione a
360 gradi che non riguarda solo il Servizio CDD e che sia in coerenza con tutto il ragionamento. E’ chiaro che nel
vostro caso la scelta di utilizzare come indicatore l’ISEE Sociosanitario è estremamente rilevante sul piano del
principio. In secondo luogo riteniamo estremamente rilevante il tema della progressività. Dal punto di vista materiale la proposta non fa si che “tutti paghino meno”, ma tutela in maniera significativa una parte notevole della popolazione
degli utenti dei CDD e delle loro famiglie. E’ chiaro che il dialogo tra di noi non deve finire qui: ad esempio è rilevante il
tema di come mettervi nelle condizioni, nel momento della Dichiarazione dei Redditi, di vedervi riconosciute le spese
di cui vi fate concretamente carico e quindi capire che cosa dobbiamo fare noi per aiutarvi. Su alcune cose, come ad
esempio sul tema delle Vacanze, dobbiamo essere più attenti alle osservazioni che ci fate, dobbiamo assolutamente
modificare delle cose, anche rispetto alla soglia per i contributi, anche rispetto all’offerta, alla qualità. E questo nei
prossimi mesi, prevedendo per tempo eventuali stanziamenti in quella direzione, in modo che siano inseriti nel
bilancio previsionale per il prossimo anno. Sono comunque qui ad ascoltare quello che sarà il confronto sul
provvedimento ma è bene che prosegua il dialogo anche sugli altri aspetti. Grazie.